
Il dibattito sull’uso della lingua italiana si intensifica in seguito alla recente circolare del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che proibisce l’uso dell’asterisco (*) e dello schwa (ə) nelle comunicazioni ufficiali delle istituzioni scolastiche. Questa decisione ha suscitato reazioni contrastanti, coinvolgendo non solo esperti del settore, ma anche sindacati e politici. La questione si è fatta particolarmente accesa nei giorni successivi alla pubblicazione della nota firmata dalla capo dipartimento, Carmela Palumbo, avvenuta a Roma il 15 gennaio 2025.
Critiche e preoccupazioni nel mondo accademico
Critiche e preoccupazioni sono state espresse da diversi esponenti del mondo accademico e sindacale. Tra i più vocali c’è lo scrittore e docente di italiano, Enrico Galliano, il quale ha messo in evidenza come i problemi reali della scuola, come l’abbandono scolastico e la mancanza di insegnanti di sostegno, siano trascurati a favore di questioni linguistiche che, a suo avviso, non hanno un impatto concreto sulla vita degli studenti. Galliano ha condiviso le sue opinioni sul suo profilo Facebook, sottolineando che in vent’anni di carriera non ha mai visto documenti scolastici contenenti l’asterisco o lo schwa.
Dimensioni del dibattito linguistico
La linguista Vera Gheno ha aggiunto una dimensione interessante al dibattito, affermando che la circolare è “totalmente inutile”. Secondo Gheno, la questione dell’uso di simboli grafici dipende dal contesto, evidenziando che le sperimentazioni linguistiche non dovrebbero essere presenti nelle comunicazioni ufficiali. Ha anche fatto notare che l’imposizione di usi linguistici è un atteggiamento tipico dei totalitarismi, dove si ostacola la libertà di espressione.
Reazioni dalle organizzazioni sindacali
Le critiche non si sono limitate al mondo accademico. Ivana Barbacci, segretaria nazionale della Cisl Scuola, ha definito la circolare come un’istanza di “scarsissimo interesse pubblico”. Ha sollecitato il Ministero a concentrare le proprie energie su questioni più rilevanti, come il supporto alle scuole in difficoltà. Un pensiero simile è stato condiviso da Giuseppe D’Aprile, numero uno della Uil Scuola, il quale ha evidenziato che le vere emergenze della scuola includono l’abbandono, la sicurezza degli edifici e il sovraffollamento delle classi.
Frustrazioni del personale docente
Anche Gianna Fracassi, segretaria nazionale della Flc Cgil, ha espresso la sua frustrazione, affermando che il Ministero sembra ignorare i veri problemi che affliggono il personale docente e gli studenti. Ha chiesto un piano di stabilizzazione per i precari e risorse per adeguare gli stipendi all’inflazione, sottolineando l’importanza di investire in scuole sicure e adeguate.
Posizione politica sull’identità di genere
L’eurodeputato del Partito Democratico, Alessandro Zan, ha denunciato la decisione del governo Meloni come un tentativo di negare l’esistenza di identità di genere non binarie. Zan ha affermato che la circolare non fermerà le richieste delle nuove generazioni per un rispetto inclusivo, evidenziando come il progresso sociale avvenga indipendentemente dalle decisioni politiche.
Implicazioni sociali dell’uso della lingua
La questione dell’uso della lingua e delle sue evoluzioni continua a essere un tema di forte attualità, con implicazioni che vanno ben oltre la grammatica e toccano le fondamenta stesse della società contemporanea.