
Il 26 marzo 2025, al termine di un incontro tra i sindacati e l’Aran, Vito Carlo Castellana, rappresentante della Gilda degli Insegnanti, ha rivelato le nuove proposte per affrontare l’insoddisfacente incremento salariale per il personale educativo, fissato attorno al 6%. Questo incontro ha avuto luogo nell’ambito delle discussioni per il rinnovo della parte economica del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il periodo 2022-2024, relativo a Istruzione, Università e Ricerca.
Le proposte per un incremento salariale
Durante l’incontro, Castellana ha evidenziato l’importanza di utilizzare le risorse già disponibili nel settore scolastico. In particolare, ha menzionato il bonus merito e ha espresso preoccupazione riguardo alla possibile eliminazione della Carta del docente. Secondo il sindacalista, sarebbe più vantaggioso trasformare questo bonus in un incremento diretto in busta paga. Ha anche suggerito di rivedere le risorse destinate a tutor, orientatori e docenti incentivati, proponendo di reindirizzarle per premiare i coordinatori di classe.
I dati economici presentati all’Aran
Castellana ha riportato che durante l’incontro sono state fornite cifre ufficiali, che in parte erano già state anticipate dai media. L’aumento previsto è di circa il 6%, ma questo dato non soddisfa le aspettative del sindacato. Secondo Castellana, tale incremento è inadeguato e non riesce a compensare la perdita di potere d’acquisto subita dal personale nel triennio, essendo inferiore alla metà dell’inflazione registrata nello stesso periodo. Questo scenario ha sollevato preoccupazioni tra i rappresentanti del settore educativo, che vedono nell’aumento una misura insufficiente rispetto alle reali necessità economiche.
Le reazioni e le prospettive future
Per i docenti, l’aumento medio previsto è di circa 150 euro, una cifra che per il personale ATA risulta ancora più bassa. Castellana ha sottolineato che si tratta di importi lordi e che, tenendo conto delle spese quotidiane, questi aumenti risultano davvero esigui. La situazione è percepita come umiliante per la categoria, che si aspetta una valorizzazione adeguata del proprio lavoro.
In risposta a queste condizioni, la Gilda ha avviato una fase preliminare di discussione per cercare di ottenere maggiori risorse. Tra le proposte avanzate, c’è quella di recuperare risorse dall’anno 2013 e di utilizzare i fondi disponibili, come il bonus merito, per migliorare le condizioni economiche del personale. L’organizzazione sindacale si è data appuntamento per fine aprile, con l’intento di continuare a discutere le possibili soluzioni e strategie da adottare per garantire una retribuzione più equa.