Lunedì 24 marzo 2025, durante un convegno tenutosi a Milano, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha comunicato una proposta significativa avanzata dal Governo italiano all’Unione Europea. Questa iniziativa mira a esentare le scuole paritarie senza scopi commerciali dal pagamento dell’Imu, una questione che ha suscitato grande attenzione e che potrebbe ricevere una risposta nei prossimi giorni da parte delle autorità europee. L’evento è stato organizzato per celebrare i 25 anni della legge 62 del 2000, che ha istituito la parità scolastica, ed è stato promosso da una rete di 24 associazioni di gestori e genitori.
La richiesta del Governo italiano si inserisce in un contesto in cui, negli ultimi anni, diverse scuole paritarie hanno ricevuto richieste di pagamento dell’Imu da parte dei Comuni, a seguito di un’ordinanza della Corte di Cassazione emessa nel novembre 2022. Molte di queste istituzioni si sono trovate in difficoltà economiche, costrette a chiudere a causa dell’impossibilità di sostenere i costi aggiuntivi. Valditara ha espresso ottimismo riguardo alla proposta, sottolineando che un eventuale esito positivo potrebbe risolvere un problema significativo per molte scuole.
L’ex-governatore lombardo, Roberto Formigoni, ha evidenziato l’importanza di un “Buono scuola nazionale“, simile a quello attualmente in vigore in Lombardia da oltre venticinque anni. Tale misura, che richiederebbe un investimento di circa 450 milioni di euro, è vista come un modo per dimostrare alle famiglie che lo Stato è al loro fianco. Formigoni ha fatto notare che il Buono scuola regionale, istituito nel 2001 con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, ha avuto un impatto positivo sulle famiglie.
Durante il convegno, Valditara ha esortato i presenti, tra cui gestori, genitori e insegnanti di scuole paritarie, a “osare” e innovare nel settore dell’istruzione. Ha affermato che le scuole paritarie rappresentano una risorsa preziosa per il sistema educativo nel suo complesso. Il ministro ha anche affrontato questioni importanti come il consenso informato e la continuità didattica per gli alunni con disabilità.
Riguardo al consenso informato, Valditara ha ribadito la necessità di garantire ai genitori il diritto di essere informati e di dare il proprio consenso riguardo ad attività che coinvolgono i propri figli. Ha anche confermato la possibilità per le famiglie di richiedere al dirigente scolastico la conferma dell’insegnante di sostegno precario, sottolineando che questa è una scelta di civiltà. Nonostante le opposizioni espresse da alcuni sindacati, il ministro ha mantenuto fermo il suo punto di vista.
Il convegno ha messo in luce il “modello lombardo” del Buono scuola, oggi denominato Dote scuola, che ha visto un incremento dei fondi disponibili, passando a 28 milioni di euro, con un aumento di 4 milioni negli ultimi due anni. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha confermato l’impegno a sostenere questa misura anche nei prossimi anni, nonostante i tagli ai finanziamenti statali. L’assessora all’Istruzione, Simona Tironi, ha aggiunto che è fondamentale garantire la parità di accesso all’istruzione per tutti, evidenziando come attualmente ci siano ancora criticità da affrontare.
Le associazioni presenti al convegno hanno denunciato la situazione attuale, evidenziando che non è accettabile che il principio del pluralismo educativo non sia pienamente riconosciuto in un Paese democratico. Con l’anniversario della legge sulla parità, è chiaro che la questione educativa deve tornare al centro dell’agenda politica.