
Dopo le recenti controversie legate al “codice etico” anti OnlyFans per gli insegnanti, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, si trova nuovamente al centro di un acceso dibattito. Il 9 gennaio 2025, Valditara ha diramato una circolare a tutte le scuole italiane, con l’obiettivo di vietare l’uso di asterischi e schwa nelle comunicazioni ufficiali. Questa decisione si oppone all’adozione di un linguaggio inclusivo, considerato dal ministro in contrasto con le regole della lingua italiana.
Nella circolare
Nella circolare, Valditara sottolinea che “nelle comunicazioni ufficiali è imprescindibile il rispetto delle regole della lingua italiana”. L’uso di simboli grafici come l’asterisco (*) e lo schwa (?), secondo il ministro, compromette la chiarezza e l’uniformità della comunicazione istituzionale. A sostegno della sua posizione, cita anche l’Accademia della Crusca, che ha più volte evidenziato l’inadeguatezza di tali pratiche grammaticali, affermando che il loro utilizzo ostacola la leggibilità e l’accessibilità dei testi ufficiali.
Durante un evento della Lega
Durante un evento della Lega a Napoli, intitolato “Tutto un altro mondo, tutta un’altra sicurezza. La sfida dell’integrazione”, Valditara ha dichiarato: «Abbiamo ripristinato una regola importante per la lingua italiana. Ho fatto emanare una circolare che vieta l’utilizzo dell’asterisco e dello schwa nella lingua del ministero. La Crusca ha detto giustamente che non appartiene alla lingua italiana, quindi che senso ha scrivere bambin student?».
Le reazioni alla circolare
Le reazioni alla circolare non si sono fatte attendere. Alessandro Zan, responsabile Diritti nella segreteria nazionale del Partito Democratico, ha criticato aspramente l’operato del governo Meloni, definendolo un attacco all’inclusione. Secondo Zan, la decisione di vietare asterischi e schwa non ha nulla a che vedere con la chiarezza linguistica, ma rappresenta un chiaro messaggio politico contro le identità di genere non binarie. Ha aggiunto che l’uso di un linguaggio inclusivo è fondamentale per garantire il rispetto e la visibilità di tutte le identità.
Opinioni di altri esponenti politici
Anche Cecilia D’Elia, senatrice capogruppo del Partito Democratico in commissione Scuola, Cultura e Istruzione pubblica, ha espresso il suo disappunto. Ha sottolineato che Valditara avrebbe dovuto affrontare questioni più rilevanti per il mondo della scuola, come l’educazione affettiva, piuttosto che impegnarsi in una campagna contro un presunto nemico, la confusione linguistica. La senatrice ha evidenziato che sarebbe stato più serio ascoltare le richieste provenienti da studenti e famiglie.
Accoglienza del provvedimento
Dall’altra parte, la maggioranza di governo, da Fratelli d’Italia a Forza Italia, ha accolto con favore il provvedimento. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, ha definito l’iniziativa fondamentale per ripristinare la chiarezza nel linguaggio istituzionale. Ha ribadito che la lingua utilizzata nelle istituzioni deve rimanere comprensibile e accessibile a tutti, senza complicazioni ideologiche. Gasparri ha richiamato l’attenzione sull’importanza di preservare la lingua italiana, affermando che l’Accademia della Crusca ha già chiarito che forme come l’asterisco o lo schwa non appartengono alla lingua comune.
Posizione di Fabio Rampelli
Infine, Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati di Fratelli d’Italia, ha sostenuto che l’italiano, con la sua semplicità fonetica, rappresenta una cultura e una civiltà che meritano di essere tutelate. Rampelli ha criticato l’uso di forestierismi e forzature inclusive, affermando che il ministro Valditara ha messo un punto fermo su questa questione. Ha proposto di inserire l’italiano in Costituzione, seguendo l’esempio di altre nazioni europee, e ha affermato che i tempi sono maturi per un cambiamento.